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Il “Patetta” porta al teatro “O. Chebello” il film su Giulia Cechettin

Un progetto scolastico di primo piano contro il femminicidio

Data :

6 novembre 2026

Categorie:
Comunicato stampa
Il “Patetta” porta al teatro “O. Chebello” il film su Giulia Cechettin
Municipium

Descrizione

La scuola si conferma in prima linea nell'educazione civica e affettiva delle nuove generazioni, trasformando il cinema e la letteratura in potenti strumenti di riflessione collettiva e inclusione. Venerdì 13 novembre, a partire dalle ore 9.45, la cornice del Cinema Teatro “Osvaldo Chebello” ospiterà un importante appuntamento culturale e sociale promosso dall'Istituto di Istruzione Superiore Federico Patetta di Cairo Montenotte. Con il patrocinio ufficiale della Città di Cairo Montenotte, gli studenti e i docenti prenderanno parte alla proiezione riservata del film “Se domani non torno”, la pellicola diretta dalla regista Paola Randi ed edita da Notorious Pictures, uscita nelle sale italiane il 5 novembre 2026. L'evento si aprirà con i saluti istituzionali delle autorità e della dirigenza scolastica, seguiti alle ore 10 dalla visione del lungometraggio e, a chiusura della mattinata, dalla proiezione di esclusive interviste di approfondimento realizzate con la regista e con Gino Cecchettin. L'opera, interpretata da Filippo Timi nei panni di Gino, Sabrina Martina nel ruolo di Giulia, Tecla Bossi in quello di Elena e Tommaso Allione nelle vesti di Davide, evita ogni morbosità cronachistica per concentrarsi sul racconto intimo di una gigantesca assenza e sulla forza di una famiglia che ha saputo convertire un dolore privato in un coraggioso e persistente impegno civile contro la violenza di genere.

La partecipazione alla proiezione non rappresenta un evento isolato, ma si inserisce come tassello fondamentale di un più ampio percorso didattico d’istituto “Patetta”, avviato già nello scorso anno scolastico su preciso impulso degli stessi ragazzi. Il progetto, coordinato operativamente dai docenti referenti Chiara D’Evola e Lorenzo Bruzzone, ha preso le mosse dalla lettura collettiva del libro testimonianza “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”, scritto dal padre Gino Cecchettin con la collaborazione di Marco Franzoso. Da quella forte esperienza emotiva, la scuola ha attivato contatti diretti con la Fondazione Giulia Cecchettin, culminati nello scorso mese di maggio in un intenso incontro in videoconferenza in cui le classi cairesi hanno potuto dialogare apertamente con il padre della studentessa, Gino Cecchettin. Nel frattempo l’iniziativa ha vissuto un'importante evoluzione pedagogica per rispondere alle esigenze di un contesto scolastico multietnico: accorgendosi che alcuni termini specifici legati alla sfera affettiva e al contrasto della violenza non risultavano del tutto chiari per gli alunni di origine straniera, i ragazzi hanno deciso di "fare proprio" il testo, traducendo le parole chiave nelle rispettive lingue d'origine.

Sull'eccezionale coinvolgimento dimostrato dagli studenti, la professoressa Chiara D’Evola dichiara: «Siamo profondamente orgogliosi di come i nostri ragazzi abbiano risposto a questo percorso. Non si sono limitati ad ascoltare passivamente una storia di cronaca, ma hanno scelto di mettersi in gioco in prima persona con una maturità straordinaria. Vedere studenti di culture diverse uniti nell'analizzare sentimenti così complessi dimostra che i giovani possiedono una grandissima sensibilità, che aspetta solo di essere ascoltata e canalizzata in progetti concreti». Il professor Lorenzo Bruzzone aggiunge: «La partecipazione attiva delle classi è stata il vero motore dell'intero progetto. L'idea di tradurre i concetti chiave e dare vita all'e-book è nata proprio da un loro bisogno reale di comprensione e condivisione. Questo percorso sta dimostrando che l'educazione all'affettività e al rispetto reciproco non è una materia teorica, ma un'esperienza quotidiana che i ragazzi stanno costruendo passo dopo passo, diventando loro stessi promotori di un cambiamento culturale necessario».

Questo imponente lavoro di mediazione culturale sta dando vita a un e-book collettivo intitolato significativamente “Scrivere le emozioni”. Il volume digitale, attualmente in fase di realizzazione, conta la traduzione dei concetti cardine ed è corredato da illustrazioni grafiche realizzate dagli studenti per renderlo ancora più fruibile, immediato e accessibile a tutti. Si tratta di un piano ambizioso che, visto il grande valore educativo dimostrato sul campo, nel corso di questo anno scolastico verrà progressivamente esteso e vedrà il coinvolgimento attivo di altre classi dell'Istituto, che hanno parallelamente allacciato solidi contatti anche con il Comitato “Giovani per Giulia” per amplificare il messaggio di prevenzione primaria.

L'alto valore istituzionale e la necessità di fare rete sul territorio sono rimarcati dal sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini: «Riteniamo fondamentale e imprescindibile il coinvolgimento diretto delle scuole nell'educazione al rispetto degli altri, delle loro idee, della loro libertà di pensiero e di azione. L'Amministrazione comunale sostiene con convinzione il progetto dell'Istituto Patetta, perché la battaglia contro la violenza di genere e i femminicidi si vince prima di tutto sul piano culturale, insegnando ai nostri giovani il valore sacro della libertà altrui. Vedere una scuola della nostra Città così attiva e capace di integrare ragazzi di tante nazionalità diverse su temi civici così profondi è un segnale di grande speranza per tutta la nostra comunità».

A chiusura del quadro pedagogico, la dirigente scolastica del "Patetta", la professoressa Paola Salmoiraghi, esprime il proprio profondo orgoglio per l'attività svolta all'interno del polo scolastico della Valbormida: «L’impegno dei docenti e in generale del nostro istituto va oltre il tempo scuola e le aule. Infatti con questa iniziativa intendiamo aiutare ancora di più i nostri studenti e le nostre studentesse a conoscere e tutelare il valore della propria vita e di quella altrui. Ammiriamo il coraggio e la tenacia del papà di Giulia che ha offerto, come in dono, il suo dolore per aiutare gli altri. Crediamo ci sia ancora tanta strada da fare, ma siamo in cammino».


Locandina in allegato

Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026, 09:28

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